Benessere e Trasformazione,  Riflessioni Psicologiche

Un’adolescenza combattuta

I due grandi problemi dell’adolescenza sono: 

trovarsi un posto nella società e, allo stesso tempo, trovare se stessi.

(Bruno Bettelheim)

Ieri camminavo per il mio paese che, per mia grande fortuna si trova in una valle spettacolare e a due passi dalla natura. Tornando dalla consueta passeggiata con i cani ho intravisto in una via una giovane ragazza che portava a sua volta a spasso il proprio fedele amico. L’ho già vista. Anzi, in realtà l’ho vista quasi tutte le volte che sono uscita in questa quarantena e, detto tra noi, posso dirlo solo perché riconosco il cane (un birbante chiacchierone). Osservandola camminare mentre parlava al telefono, mi sono scoperta colpevole di un pensiero che, prima di questa esperienza chiamata “Covid-19” non avrei mai fatto. “Guarda te” ho detto tra me e me “hanno un grande giardino a disposizione, eppure portano a passeggio il cane”. Non appena mi sono resa conto di questo giudizio, ingiustificato e generalmente distante da me, ho riflettuto attentamente su quanto accaduto e ho capito due cose: innanzitutto, credo che l’ipercriticismo che colpisce gran parte della popolazione in questo periodo rappresenti un meccanismo in buona parte inconsapevole che, purtroppo troppo spesso, porta le persone a scagliarsi contro i propri simili; in secondo luogo, ho compreso che essere adolescente ai tempi della quarantena dev’essere proprio scomodo per chi lo vive.

A di Adolescenza

L’adolescenza, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è “quel periodo della vita dell’individuo il cui inizio coincide con la comparsa dei primissimi segni di maturazione puberale e il cui termine va al di là della conclusione dello sviluppo del corpo”. Il suo inizio può essere facilmente identificato con due avvenimenti fisiologici: la prima mestruazione nelle femmine e la prima polluzione nei maschi. Tuttavia, per questioni sociali ed economiche, il termine di questa fase della vita si sta spostando sempre più dopo i 20 anni. 

I compiti dell’adolescente

Si sa che le definizioni dicono poco ed è per questo motivo che, personalmente, preferisco descrivere l’adolescenza usando una perla tratta direttamente dal titolo di un libro che parla espressamente di questo tema: “Adolescenza: il trauma dell’età, l’età dei traumi” (Esposito, 2004). Ebbene sì, un adolescente (e probabilmente tutti noi lo siamo stati e ce ne ricordiamo), vive una duplice difficoltà: quella di essere troppo piccolo per certe cose e di sentirsi già sufficientemente per altre, ma anche quella che concerne la necessità di completare i compiti evolutivi che lo porteranno alla formazione di una identità propria, solida e definita. 

Vi sto dunque dicendo che ci sono altri compiti in vista da svolgere? No, state tranquilli, perché i compiti di sviluppo di un adolescente riguardano principalmente i seguenti punti:

  • Trovare un nuovo senso e valore alle relazioni
  • Costruire un’immagine mentale del nuovo corpo che da corpo di bambino diventa con il tempo corpo adulto; 
  • Intrecciare nuovi legami sociali e affettivi.
E come fa, normalmente, un ragazzo a portare a compimento tali incombenze?

La risposta è semplice. Lo fa tramite la relazione con i propri pari e la critica al genitore con cui, fino a tale momento si è sempre interfacciato e/o identificato. A tal proposito divengono centrali anche le relazioni amorose (e lo so che sto toccando un tasto dolente per molti di voi, cari genitori). Ciononostante, posso rassicurarvi dicendo che le relazioni affettive in adolescenza sono una prima esperienza capace di promuovere la conoscenza di sé e dell’altro. Esse sono inoltre funzionali allo sviluppo di una buon livello di autonomia dai genitori, alla soddisfazione del bisogno di comprensione e sostegno al di fuori del rapporto con la famiglia e allo sviluppo delle proprie potenzialità. Infine, alcuni autori affermano che i ragazzi cercano tendenzialmente un partner che sia in grado di sostenere i loro compiti di sviluppo. 

Non spaventiamoci, dunque, se nostro figlio o nostra figlia frequenta una persona molto diversa da lui/lei. Il divario esistente tra loro può rappresentare proprio quel plus in grado di favorire un sano sviluppo della propria identità che, si sa, non è una copia di quella genitoriale. Un’altra cosa: mi raccomando, se la relazione dovesse finire male, sforzatevi quanto più potete di ricordare le emozioni provate quando la stessa cosa è successa a voi. L’amore che si vive in adolescenza, quando finisce, gran parte delle volte strazia e costituisce un evento drammatico per chi ne è coinvolto.

Qualche pratico consiglio

Detto questo, torniamo a noi. Torniamo, anche se con una certa fatica, ad oggi e proviamo a metterci nei panni della ragazzina che forse ha trovato il suo modo per evadere da quella casa che rischia di diventare un freno per il suo processo di crescita. Portare fuori il cane chiacchierando serenamente con un’amica o con il proprio fidanzato che sicuramente non vede e non abbraccia da molto tempo, può essere una valida strategia per mantenere vivi dei contatti sani e funzionali al completamento dei compiti di sviluppo precedentemente descritti. 

Lasciate ai vostri figli adolescenti la possibilità di contattare i compagni di vita che non fanno parte della famiglia d’origine. Permettete loro di avere qualche innocuo segretuccio e un momento per se stessi. Rispettate il loro bisogno di solitudine e di privacy. Ascoltate le loro emozioni e parole quando vi cercano, ma fatelo con garbo; fatelo indossando dei guanti di velluto capaci di non sgualcirne la preziosità. Gioite delle ribellioni, quelle sane, quelle grazie alle quali i vostri figli vi dicono “Sono qua! Questo sono io!”. 

Adolescenza = Trasformazione

Un adolescente è come una crisalide che attende di schiudersi per divenire una meravigliosa farfalla. La transizione è un processo delicato che richiede tempo e delicatezza, ma il risultato può essere qualcosa di estremamente stupefacente.

L’adolescenza, infine, è un momento estremamente impegnativo nel quale, come avrete intuito, ai compiti scritti sul diario ce ne sono molti altri, da un certo punto di vista forse anche più importanti. Non dimentchiamocene.

Con grande rispetto e infinito affetto,

Annalisa 

 

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