Un pensiero
Benessere e Trasformazione,  Riflessioni Psicologiche

Un pensiero di quarantena

Un pensiero su questa quarantena, un’esperienza che sta sconvolgendo, in senso positivo e negativo, le nostre vite.

Per molti, il tempo libero a disposizione è aumentato e ognuno di noi lo vive in modo differente. Ci sarà chi lo sfrutta per rilassarsi, sperimentarsi in nuove vesti e godersi alcune attività per cui prima non aveva tempo. Altri saranno caduti nel vortice della preoccupazione e dell’informazione incontrollata. Qualcuno punterà alla ristrutturazione dell’immagine di sé come persona e come professionista. Qualcun altro starà sperimentando la paura per la malattia e la perdita o, ancora, l’angoscia dell’ignoto, del futuro, della necessità di pensarsi in modo differente. Infine, per qualche persona le cose non saranno eccessivamente cambiate e la routine sarà rimasta pressoché invariata. Insomma, ognuno di noi starà vivendo questo momento, indubbiamente non facile da accettare, a modo proprio: con le proprie risorse, possibilità, paure e difficoltà. Ciascuno starà scoprendo dei lati di sé e dell’altro che prima non conosceva, cercando di mantenere quella sensazione di “normalità” che ci viene rubata dall’emergenza.

Per me non è stato un percorso “rose e fiori”

un pensieroEssendo da poco tornata da Milano, fin da subito, ancora prima dell’entrata in vigore del primo decreto, ho deciso di sospendere l’attività vis a vis al fine di proteggere il più possibile me e gli altri. Ho interrotto le visite a familiari e amici e ho ridotto al minimo i contatti ravvicinati con le altre persone. Inizialmente mi ero preparata a questa esperienza puntando sulla formazione. “Finalmente avrò il tempo per leggere tutti i libri che negli anni si sono accumulati sulla mia libreria” era un mio pensiero. Non soddisfatta della quantità di stimoli, ho anche pensato di acquistarne qualcuno di nuovo. Tuttavia, una volta iniziata la quarantena vera e propria mi sono ritrovata a non avere l’energia giusta per realizzare quei miei desideri. L’attenzione era scarsa, la stanchezza insopportabile e le condizioni della casa non mi soddisfacevano mai: poca luce, troppo freddo, troppo caldo, divano scomodo. L’unica cosa che riuscivo a fare era stare al telefono con le persone che sapevo non avrei potuto vedere per un po’, nel tentativo di assaporare ogni parola, ogni suono della loro voce.

Nuovi stimoli per ripartire

un pensiero

Dopo i primi giorni trascorsi in questo modo, carica di vissuti di inadeguatezza nei confronti di me stessa e di timore per la salute mia e dei miei cari, ho deciso di impegnarmi in un’attività che non mi ha mai particolarmente entusiasmato: la cucina. Così, ho imparato a fare una lista della spesa che mi consentisse di ridurre al minimo le visite alla cooperativa del paese (anche se tuttora risento fisicamente dello “stress da spesa” necessito di un bel bagno caldo al mio rientro) e ho iniziato a sperimentare una nuova versione di me che ancora non conoscevo. Nel corso di queste settimane ho sfornato torte vegane, colazioni indimenticabili, lasagne a non finire, ragù fatto in casa, baccalà mantecato, stuzzichini prelibati e pane, tanto pane. Contemporaneamente ho iniziato a prendermi cura della casa con maggiore costanza, mantenendo puliti i pavimenti che, vista la presenza di due cani, si sporcano facilmente e cercando di tenere un buon livello di ordine (che per me è anche sinonimo di “ordine mentale”).

Contatto senza contatto

La voglia di studiare e leggere non c’era ancora, ma un aiuto è giunto dalla scuola di psicoterapia che ha proposto le prime lezioni on line. Ho potuto così rivedere i docenti e i compagni di quello che è un percorso di vita molto importante e profondo. Ho sperimentato un nuovo tipo di vicinanza: una prossimità cheti scalda il cuore nonostante la lontananza dei corpi. Perché, mentre ci priva della libertà di scelta, questo virus mette in ginocchio quello che è da sempre un bisogno imprescindibile dell’uomo: il contatto con i propri simili. 

Grazie a questi stimoli, piano piano, nel lento trascorrere delle giornate passate principalmente in compagnia di me stessa,  le energie sono aumentate ed è tornata la voglia di pensare, osservare, scrutare, riflettere, ascoltare.

Imparare a riscoprire la vita che sboccia

L’evidente arrivo della primavera mi ha trasmesso un crescente bisogno e desiderio di uscire e di godermi le passeggiate con i cani che fino a qualche giorno prima erano una mera necessità. Il profumo dei fiori e il loro colore, il cinguettio degli uccellini, l’intenso azzurro del cielo senza nuvole mi hanno inebriato e scosso nell’anima. Dolcemente si è fatto strada dentro di me il piacere di leggere un libro, godere di un buon tè caldo, ascoltare qualche conferenza che possa arricchirmi e pensare a un nuovo modo di guardare me stessa e la mia professione. 

Ed eccomi qua a condividere la mia esperienza, non tanto come professionista, quanto come essere umano, nella speranza che qualcuno possa riconoscersi e che qualcun altro possa non farlo, lasciandosi stupire da un flusso di pensieri diverso dal proprio. 

Che questo momento possa essere, per ciascuno di noi, inizio di un processo di crescita e spunto di riflessione per il futuro.

Con profondo rispetto,

Annalisa

Dappertutto l’uomo é messo a confronto con il proprio destino, 

deve cioè decidere se farà di una mera condizione di vita, 

una conquista interiore

V. Frankl 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *