ortica erba brucia
Erbe, Spezie e Infusi

Ortica: L’erba brucia dalle incredibili proprietà

L’ortica: Sei pronto per salire a bordo di un’altra affascinante storia sull’erba brucia?

Tutti gli anni, nel mese di Agosto, attendiamo con ansie un evento paesano di una valle del Trentino che celebra le istituzioni sociali.

Ci sono varie pietanze che profumano i sobborghi di questo grazioso paesello della Val di Non, già adornato dai campi di mele che si avviano sempre più verso la raccolta.

Uno di quei piatti che non vediamo l’ora di assaggiare, tuttavia, sono le tagliatelle all’ortica di un gruppo di donne dalle mani d’oro!

Dicevamo, ma com’è possibile che questa pianta venga così temuta se può conferire ad un piatto un sapore così invitante ed unico nel suo genere?

Allora è tempo di conoscerla per andare fino in fondo a questa storia!

Resta su questo articolo ed esci con una visione a 360° sull’ortica, l’erba brucia, e vedrai che l’unica cosa a bruciarti saranno le mani in attesa di affondare una forchetta in qualcosa di gustoso a base di queste foglie.

In fondo all’articolo, trovi le nostre ricette in cucina ed in cosmesi naturale.

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Per finire, in particolar modo nel paragrafo inerente alle proprietà dell ‘erba brucia, abbiamo riportato i link di “PubMed” con le ricerche in merito.

PubMed è una banca dati biomedica accessibile gratuitamente on line, sviluppata dal National Center for Biotechnology Information (NCBI) presso la National Library of Medicine (NLM).

ORTICA: L’ERBA BRUCIA – ORIGINI

L’ortica o erba brucia, cui il nome scientifico è “Urtica dioica”, appartiene alla famiglia delle “Urticaceae”.

Si tratta di una pianta perenne ben eretta che può raggiungere anche i 150 cm di altezza.

L’erba brucia, possiede radici rampicanti, steli robusti, foglie lanceolate con i bordi seghettati e grappoli di fiori color verde.

L’intera pianta è rivestita da una lanugine pungente.

L’ortica, una comune “erbaccia” invasiva che vive lungo i margini dei boschi, nei fossati, nei campi, è originaria dell’Eurasia.

L’erba brucia cresce benissimo nelle zone temperate di tutto il mondo.

ORTICA: L’ERBA BRUCIA – COLTIVAZIONE

Il terreno in cui la pungente pianta ama crescere, dev’essere umido e ricco di azoto, costantemente baciata dal sole.

L’ortica si può coltivare per seme, talea o divisioni della radice. La raccolta avviene alle porte dell’Estate, prima della sua fioritura.

La ricrescita della pianta avviene in maniera repentina e se coltivata, le parti sotterranee potranno essere utilizzate per 3 o 4 volte.

È bene sapere che una volta essiccate le foglie, questa irritante fanciulla non punge più diventando del tutto innocua!

ORTICA: L’ERBA BRUCIA – GLI INIZI

Nonostante con l’ortica, spesso, non sia amore a prima vista, nei secoli è sempre stata utilizzata come alimento, fibra e rimedio.

Il termine “urtica” deriva dal termine latino “urere”, letteralmente bruciare.

Termine più che azzeccato per definire l’incontro ravvicinato con la pianta, vero?

Leggi qua che bizzarra storia: Le foglie e gli steli sono interamente ricoperti da una lanugine corta e sottile che al minimo tocco si rompe rilasciando sostanze irritanti che causano bruciore, irritazione, prurito e persino vesciche.

I peli pungenti dell’ortica, l’erba brucia, agiscono come dei minuscoli aghetti, che se toccati, penetrano nella pelle iniettando una miscela di istamina, acido formico e acetilcolina.

C’è da sapere, però, che se l’ortica entra in contatto con una parte del corpo già dolorante, le sostanze chimiche che inietta, contribuiscono a lenire il dolore, stimolando così il flusso sanguigno verso la pelle. Wow!

L’effetto in questione, è detto “controirritazione”, ovvero combattere il dolore con altro dolore.

Quest’ultima funzione, ha fatto si che la pianta sia utilizzata da sempre come cura contro reumatismi, artrite…

Gli antichi romani, basti pensare, si fustigavano con fasci d’erba brucia per avvertire un poco di calore durante i gelidi inverni.

La pratica in questione venne definita “urticazione” e poi si estese ai casi di dolori reumatici cronici, paralisi muscolari, irritazioni e sciatica.

Nel Medioevo, invece, l’ortica o erba brucia, fu ampiamente gettonata per curare la gotta, anemia, eczema, ferite, ulcere ed emorragie.

L’infuso di questa pianta, si somministrava alle donne in allattamento per favorire la produzione di latte materno.

Nel tempo, divenne poi un toccasana contro malattie croniche della pelle, per purificare il sangue…

Inalare il vapore della cottura delle foglie, si pensava all’epoca, potesse contribuire ad attenuare asma e bronchite.

ORTICA: L’ERBA BRUCIA – PROPRIETÀ

L’ortica ha una forte base di minerali: calcio, nichel, potassio, fosforo, ferro, cloruro, silicio, sodio, manganese, titanio, magnesio…

Fra le vitamine che si trovano nell’ortica troviamo: B1, B2, B6, C, D, K,  e acido folico.

Nell’ortica sono presenti anche elevate quantità di proteine.

In svariati studi confermati, i preparati a base delle radici dell’ortica, l’erba brucia, hanno mostrato importanti benefici contro le difficoltà urinarie correlate ad iperplasia prostatica.

In Germania, gli esperimenti clinici in cui gli estratti venivano somministrati a pazienti affetti da reumatismi hanno palesato come la pianta riduca significativamente il dolore.

I preparati della pianta presentano un’importante azione antinfiammatoria contro l’artrite reumatoide. 

La pianta d’ortica, contiene polisaccaridi e molecole di “glicoproteine” note come “lectine”, stimolanti del sistema immunitario.

Tra i principali altri principi attivi dell’ortica o erba brucia, vi sono i flavonoidi, responsabili di un’azione diuretica sia sugli umani che sugli animali, secondo numerosi studi clinici.

Altri studi condotti nell’ambito delle problematiche dovute a casi di diabete, l’erba brucia si è presentata come un’ottima alleata di tali condizioni.

Se pensi che l’ortica possa essere impiegata solo nell’ambito gastronomico, per infusi e tisane, oppure solo per le proprietà terapeutiche, nulla di tutto ciò è più sbagliato!

Sotto la lanugine che ricopre tutta la pianta, infatti, vi sono delle fibre molto resistenti che compongono lo stelo.

In Europa, le medesime fibre sono state utilizzate per produrre, ad esempio, del resistentissimo cordame.

Il prodotto ricavato dalla lavorazione, di fatto, è estremamente resistente, più di qualunque altro filato ottenuto da fibre naturali.

Durante la prima guerra mondiale, la Germania, terminate le scorte di cotone per le uniformi militari, scelse proprio l’ortica per sostituirlo.

L’ORTICA: SIMBOLI E MITOLOGIA

Una legenda attribuita alle ortiche, narra la storia di un Dio a cui fu associata. Si tratta di Thor, Dio del tuono, tra le principali divinità germaniche.

Fra gli antichi sassoni, si credeva che sistemare delle foglie d’ortica sul tetto delle proprie abitazioni, potesse proteggerle dai fulmini che Thor scagionava sulla terra.thor

Thor, vaga a bordo di un piccolo carro trainato da due pecore, e tra gli oggetti che lo rappresentano, vi è il famoso martello con cui viene raffigurato.

Tale credenza si fonda sul fatto che l’ortica,  era considerata fra gli abitanti di questi popoli, come la casa in cui albergavano entità supreme benevole, protette dagli aculei delle foglie.

Il martello, è l’oggetto simbolico da cui scaturiscono i fulmini che egli scagiona come atto punitivo nei confronti degli esseri terreni.

Il martello, una volta lanciato, si trasforma egli stesso nel fulmine in questione, per poi concludere l’opera, ritornare fra le sue mani e riconvertirsi in un martello.

L’effetto, può ricordare quello di un boomerang, che una volta scagliato, torna dal suo padrone.

La simbologia relegata a questo gesto di furia che fa ritorno tra le mani del proprietario, si è trascinato nel suo valore simbolico ed archetipico nel corso degli anni.

Una sorta di ciclo trasformativo che il martello da lui lanciato compie tra il lancio, il fulmine ed il ritorno… Suggerisce, se analizzata da questo punto di vista, una ciclicità tra il bene ed il male.

Una circolarità che si manifesta anche nei cicli della natura, fra gli aspetti simbolici che negli anni sono ad essa stati attribuiti.

Basti pensare che, i bambini di Novgorod, in Russia, per celebrare il solstizio d’estate, usavano saltare sui cespugli d’ortica.

Una sorta di benvenuto ad un qualcosa che genera vita per alcuni aspetti e morte per altri, circolare anche quest’ultimo concetto.

ORTICA – GLI USI IN CUCINA

Un mare di possibilità a cui basta solo un pizzico di fantasia per sbizzarrirsi preparando ottime, sane e gustose pietanze!

Noi in particolare, dell’ortica amiamo le cimette sbollentate per la preparazione di un pesto con cui condire insalate fredde, come quella di fave, pomodorini e menta ad esempio.

Le foglie sulle cime della pianta, sono quelle più utilizzate in ambito gastronomico, poiché più aromatiche.

Una volta sbollentate per inibire gli aculei che presenta, potrai aggiungerla dove preferisci, come in una frittata se ne vai pazzo!

Se per qualche ragione non mangi le uova, puoi benissimo inserirle in una frittata vegana realizzata con farina di ceci, acqua, foglie d’ortica, sale, pepe, qualunque altra spezia tu adori ed è quasi fatta…frittata all'ortica

L’erba brucia si presta anche, molto volentieri, per ottimi risotti mantecati con formaggi morbidi e delicati che non coprano il delicato sentore dell’ortica.

Le fogliolette lessate, ben scolate e pressate, sono ottime basi da aggiungere all’impasto delle tagliatelle o degli gnocchi per una variante di certo non comune.

Per una versione poco leggera e per nulla vegana, ma certamente gustosissima, le tagliatelle all’ortica con noci, speck e panna, ti metteranno l’anima in pace!

La ricetta per la frittata con farina di ceci:

200g farina di ceci

400ml di acqua, meglio se frizzante

10g olio extravergine d’oliva (clicca QUI per l’articolo sulle proprietà dell’olivo)

Sale q.b

400g di cime d’ortica lessate e ben pressate

Miscela tutti gli ingredienti tranne le foglie d’ortica e frulla con un frullatore ad immersione.

Aggiungi infine le foglie lessate d’ortica tagliate fini al coltello e mischia al composto frullato.

Versa un filo d’olio extravergine in una padella a fuoco basso, lascia arrivare a temperatura e versaci il composto.

Copri con un coperchio e gira quando sarà asciutta in superficie per cuocere bene entrambi i lati.

 

ORTICA – COSMESI

In cosmesi, questa pianta è utile per molti usi. Se assunta come infusione, l’ortica, aiuta a purificare la pelle e i capelli dall’interno. Eliminando le tossine, aiuta a ridurre l’acne, eliminare il sebo in eccesso e persino trattare la psoriasi.

Preparare un decotto di ortica essiccata che puoi facilmente trovare in erboristeria, può aiutarti a trattare il cuoio capelluto contro grasso, cellule morte e forfora.

Un’ottima crema emolliente per le mani, può essere preparata facilmente per proteggerle in caso di pelle screpolata.

Il nostro consiglio, oltre a quello di pestare le foglie lessate di ortica per le tue preparazioni, è quello di passare due piante di erba brucia in estrattore per estrarne il succo concentrato.

Basterà un centimetro di estratto in un bicchiere poiché è molto intenso!

Crema mani all’ortica:

100g di olio di cocco

3 gocce di olio essenziale di arancio 

Una manciata di foglie d’ortica lessate 5 min e lasciate raffreddare (oppure l’estratto di due piantine)

Mescola l’olio di cocco allo stato solido ma cremoso (temperatura ambiente) con l’olio essenziale d’arancio.

Aggiungi infine le foglie d’ortica lessate e passate poi al pestello (oppure l’estratto delle piante fresche).

La crema è pronta da usare!

AVVERTENZE

L’assunzione dell’ortica è sconsigliata durante la gravidanza, nonostante sia consigliata in allattamento per la capacità di favorire la montata del latte.

Tutta la pianta è ricoperta da una peluria urticante  che può causare allergia e irritazioni, perciò per raccoglierla e lavorarla fino a dopo la cottura, utilizza dei guanti.

Infine, date le proprietà diuretiche, se ne sconsiglia l’uso in concomitanza con l’assunzione di farmaci diuretici.

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