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Benessere e Trasformazione

Il Reiki, ovvero, vi racconto un po’ del mio mondo

Con questo articolo vorrei raccontarmi e condurvi in un viaggio alla scoperta  del Reiki. Raccontare come mi sono accostato a questa pratica e come poi abbia avuto la possibilità di portarla nel mio lavoro di Counselor EcoBioPsicologico. Vi farò toccare con mano i benefici che ne ho tratto e come questa sia stata di grande aiuto anche nella mia esperienza con i malati oncologici.

COS’È IL REIKI?

Molti ancora oggi si e mi chiedono cosa sia esattamente il Reiki. Quindi credo sia giusto rispondere prima di tutto a questa domanda.

Il Reiki è una pratica che nasce nella notte dei tempi. I primi testi relativi al Reiki, risalgono a 5000 anni fa. Affonda le sue radici in una tradizione che riteneva che tutto ciò che esiste nell’universo è dotato di una propria energia. Questa energia si esprime in forme, colori, consistenze differenti, ma la base portante è sempre la stessa. Essa è a fondamento e permea l’intero universo.

A ben pensarci, i fisici moderni, oggi raccontano un po’ la stessa cosa. Mi piace pensare che i nostri predecessori, pur osservando il mondo con altri occhi, fossero giunti a conclusioni simili.

Nel Reiki, quindi si ritiene che attingendo a questa energia, si possa entrare in risonanza con essa e beneficiare direttamente o indirettamente del suo effetto riequilibrante. Chi pratica Reiki, per sé stesso o per aiutare gli altri, lascia fluire questa energia attraverso le mani. Queste possono essere appoggiate o a distanza di 10/15cm dal corpo. Vi potrà sembrare bizzarro, ma cosa facciamo generalmente quando abbiamo ad esempio mal di pancia? Non portiamo istintivamente le mani proprio sul punto dolente? E quale sensazione proviamo nel farlo?

Nel corso dei secoli questo tipo di saggezza andò perdendosi. Rimase in alcune culture, come quella ayurvedica, che infatti propone una pratica simile con la Pranoterapia. La differenza tra Reiki e Pranoterapia sta nel fatto che il Prana della medicina ayurvedica è personale. Un Pranoterapeuta ha quindi bisogno generalmente di “ricaricarsi” dopo un certo numero di incontri. Nel Reiki invece si attinge ad un’energia universale che quindi non ha bisogno di “ricariche”.

Il Reiki è stato anche oggetto di studi scientifici che oggi provano la sua efficacia, potete leggerli, cliccando su questi link (1,2,3,4).

IL MIO PRIMO INCONTRO CON IL REIKI

reikiAvevo circa 16 anni e da un paio d’anni avevo iniziato a praticare Yoga. Questo mi aveva avvicinato ad un modo di sentire ed osservare il mondo con un occhio non proprio convenzionale. Durante l’estate lavoravo all’Isola d’Elba come assistente in un centro di windsurf e barca a vela. Era stata una giornata molto calda e nel pomeriggio avevo iniziato ad avvertire un forte mal di testa. La proprietaria del centro, vedendo la mia faccia dolorante, mi chiese se andasse tutto bene. Alla mia risposta, mi disse che avrebbe provato ad aiutarmi, con una tecnica energetica, che a suo dire era molto efficace.

Mi fece sedere e si mise in piedi dietro di me. Mi disse di rilassarmi e che avrei potuto avvertire delle strane sensazioni. Dopo 5/10 minuti aveva finito, ma il mio mal di testa non era cambiato. “Ora vai a casa e fatti una bella doccia, porta pazienza e vedrai che tra un paio d’ore starai bene.” Arrivato a casa il mal di testa sembrava addirittura aumentare. Le tempie pulsavano e avevo solo voglia di infilarmi nel letto e dormire. Mi feci la doccia e mi sdraiai in veranda, mentre i miei genitori preparavano la cena.

Dopo poco iniziai ad avvertire una fortissima sensazione di calore in tutto il corpo. Iniziai a sudare copiosamente, come durante un grande sforzo. Nel giro di 10 minuti sembravo appena uscito da un bagno turco, ma il mal di testa era scomparso. Mi sedetti a tavola famelico, con una sensazione di benessere, come se mi fossi appena alzato dopo una dormita riposante.

Il giorno dopo, tornai al lavoro entusiasta e chiesi di cosa si trattasse.

Mi rispose solo “è la forza del Reiki”.

Quando ne parlai a casa, mio padre e mia madre, rispettivamente medico e farmacista, si allarmarono parecchio. Mi invitarono a lasciare perdere, attribuendo tutto ad un mio momento di stanchezza. La mentalità scientifica prevalse.

Passarono gli anni.

RITORNO DI FIAMMA

A 25 anni cominciai il mio percorso di formazione come Counselor EcoBioPsicologico presso l’istituto ANEB di Milano. Alcuni concetti cominciarono a risuonare in me: energia, fisica quantistica, epigenetica…

Nella biblioteca della scuola, accanto ai testi scientifici, c’erano libri dedicati allo yoga, alla meditazione e, con mia grande sorpresa, al Reiki. Cosa aveva a che vedere il Reiki? Il ricordo di quell’esperienza di quasi 10 anni prima affiorò in me e decisi di seguirlo.

Acquistai alcuni libri, il primo fu Mani di Luce di Barbara Ann Brennan. Mi dava sicurezza. L’autrice era stata una fisica per la NASA, poi psicoterapeuta e Master Reiki. Una scienziata scriveva di Reiki! Finalmente due mondi che temevo inconciliabili iniziavano ad unirsi. Se anche voi, come me, siete affascinati dall’interazione di questi due mondi, ve lo consiglio. Leggetelo! Vi basterà cliccare sul titolo per acquistarlo.

Torniamo a noi…

Decisi che era arrivato il momento di iniziare il mio personale percorso con il Reiki, volevo diventare Master Reiki. Ma come? A chi rivolgermi?

Sincronicamente mi venne in aiuto la mia proprietaria di casa. Mi consigliò un’associazione che organizzava serate dedicate. Decisi di iscrivermi e partecipare. Fu lì che incontrai Anna Lucia e Laura Maria di Alikristallo.

Le loro serate risuonavano in me profondamente e decisi che il mio percorso sarebbe stato guidato da loro.

Quello stesso anno mi iscrissi al primo ed al secondo livello di Reiki, nel sistema di Mikao Usui. L’anno successivo mi iscrissi al terzo livello.

Sono state e sono tutt’ora esperienze profonde, viscerali. Ho scoperto nuove parti di me e raggiunto nuove consapevolezze. Sono entrato in connessione con aspetti di me che prima percepivo appena, ma che guardandomi indietro mi avevano sempre guidato.

OGGI

Oggi il Reiki è per me una fonte di ispirazione costante. Non è solo una tecnica energetica, ma un nuovo approccio alla realtà delle cose.reiki L’unione di due mondi che apparentemente sembravano difficili da conciliare, ma che a ben vedere dicevano le stesse cose. Solo parlavano due lingue differenti.

Il reiki è per me anche uno strumento di lavoro. Mi è capitato di avvalermi del Reiki anche durante i miei incontri di counseling.

Si è rivelato un prezioso alleato anche nel supporto durante la malattia oncologica. In questo caso ho potuto toccare con mano la sua duplice forza. Da un lato mi ha permesso di prendermi cura di persone che faticavano a riposare o a vivere la quotidianità a causa dei dolori, riducendoli o alleviandoli. Permetteva quindi alle persone di affrontare la situazione con maggior serenità. Dall’altro, portandoli, durante il trattamento in uno stato semi-meditativo. Riuscivano quindi a venire a contatto con le loro emozioni che spesso, proprio a causa della situazione, erano bloccate per apparire forti o per pura di pesare sugli altri.

Ho assistito a scoppi di pianto, di risa, di rabbia, liberatori e rinvigorenti, in cui gli argini si aprivano lasciando scorrere le acque tumultuose per fare spazio a nuova quiete e leggerezza.

Il Reiki, così come la respirazione e la meditazione di cui vi abbiamo raccontato nei precedenti articoli, è diventato quindi una compagno quotidiano. Un antidoto dall’osservare la realtà da un unico punto di vista. Uno stimolo alla curiosità e a lasciare scorrere.

Un incentivo ad avvicinarmi al mondo col cuore. Per scoprire che, in fondo, anche se parla una lingua differente, mi racconta le stesse cose che vede la testa.

Una visione che sgorga da approfondimenti e corsi nell’ambito del benessere, della trasformazione, della crescita individuale e collettiva. Discipline Olistiche, Psicologia, Psicosomatica, Yoga, Letture e molto altro.

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