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Coriandolo: Proprietà, Mitologia e Usi

È una delle spezie più diffuse nelle cucine di tutto il mondo! La sua storia e mitologia ci accompagnano dalla notte dei tempi, scopriamo assieme proprietà e usi del coriandolo!

Come sempre nei link (in colore oro) trovate i prodotti che noi usiamo quotidianamente e consigliamo.

Seguiteci fino alla fine per scoprire una meravigliosa ricetta afrodisiaca!

Il Coriandolo è originario del vicino Oriente e del nord Africa. In Italia è conosciuto anche come prezzemolo cinese e curiosamente è poco coriandolo fioridiffuso nella cucina italiana. Rimane tuttavia il ricordo del suo uso in epoca medioevale proprio nei coriandoli di carnevale. I suoi semi infatti erano coperti di zucchero colorato e distribuiti durante questa festività.

La pianta del coriandolo fa parte della famiglia del prezzemolo, del finocchio e del cumino. È una pianta annuale. Le sue foglie ricordano quelle del prezzemolo, i fiori sono bianchi riuniti in infiorescenze ad ombrello. I frutti, chiamati comunemente semi, si raccolgono in giugno o luglio, meglio se la mattina ancora coperti di rugiada.

 

IL CORIANDOLO: PROPRIETÀ, MITOLOGIA E USI NELL’ANTICHITÀ

La storia del coriandolo è estremamente affascinante. Questa pianta ha origini antichissime, al punto che ne sentiamo parlare per la prima volta 8000 anni fa in un testo in Sanscrito. La medicina Ayurvedica è infatti la prima a riconoscere le proprietà del coriandolo. Secondo questa è rinfrescante e calma la sete. Contemporaneamente porta equilibrio, aiuta la digestione, è afrodisiaco e favorisce il benessere psichico.

La medicina cinese lo considerava addirittura una pianta dell’immortalità. Lo consigliava per stimolare la circolazione dell’energia (Qi) nelle situazioni di stasi.

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Hathor

Queste proprietà, riconosciute da molti popoli, diedero vita a leggende e miti meravigliosi che ci portano quasi in ogni angolo del pianeta. Ci raccontano di forze femminili, profonde ed ancestrali. Di Dee potenti, madri e protettrici dell’amore, tanto benevole quanto terrificanti.

Nell’antico Egitto, il coriandolo era votato alla dea Hathor, protettrice delle nascite e delle morti, per questo spesso usato per accompagnare i defunti. Questa dea era rappresentata in due forme, come giovenca celeste e come leonessa. Nella prima rappresentazione, le corna che le ornano il capo ospitano il disco solare e ci raccontano una dea benevola, simbolo di fertilità ed abbondanza, protettrice del parto. La leonessa invece ci riporta alla ferocia con la quale, nel mito vendica il padre Ra, arrabbiato nei confronti degli uomini perché non rendono più i giusti onori agli dei.

Il Coriandolo è però consacrato anche ad un’altra divinità, che ci permette un viaggio incredibile ed inaspettato, fino al Centro e Sud America.

 È proprio da questa tradizione che abbiamo preso ispirazione per la ricetta che troverai in fondo all’articolo!
Coriandolo Oshùn
Oshùn

Questa pianta infatti non era particolarmente diffusa tra i popoli originari. Fu importato dopo la scoperta dell’America. A differenza di quanto si crede, non fu portato dagli europei, ma dagli schiavi. Il Cilantro infatti è consacrato ad una potente divinità della popolazione Yoruba, originaria dell’Africa: Oshùn. Oshùn è la più bella, la più potente tra le dee. Protettrice dell’amore, del matrimonio, regna sui fiumi e sulla fertilità. Con lo sviluppo dei culti sincretici divenne protettrice di Cuba con il nome di Virgen de la Caridad del Cobre. Con lei il Coriandolo si diffuse in tutt’America.

In questi miti troviamo raccontate tutte le proprietà del Coriandolo. Afrodisiaco, stimolante e rilassante contemporaneamente. Influenzato dal pianeta Marte, che ci riporta la parte bellicosa delle dee. Ma anche rinfrescante e benefico per i reni, come le acque di Oshun. Senza esagerazioni però, o le acque e la loro forza distruttiva prenderanno il sopravvento. Il colore giallo/arancio del suo olio, ancora una volta ci ricorda il disco solare di Hathor e le vesti gialle di Oshùn. Ed è anche in virtù di questo che questa pianta stimola il secondo chakra, il chakra della creatività e della generazione.

 

PROPRIETÀ ED USI OGGI

È sempre affascinante osservare come nella mitologia antica si faccia riferimento a proprietà e usi che poi la scienza conferma, questo vale anche per il Coriandolo.

Noi usiamo l’olio essenziale biologico in un diffusore durante la meditazione per calmare la mente. È perfetto per ridurre l’ansia, come dimostrato anche da numerosi studi.

Oggi infatti il coriandolo è ampiamente studiato per le sue innumerevoli proprietà.

Le sue qualità antispasmodiche e digestive sono oggi confermate in numerosi studi che evidenziano come agisca con differenti modalità. Tra queste si annovera anche quella di rendere inospitale l’ambiente interno per alcuni tipi di batteri patogeni. In questo senso si è anche preso in considerazione il suo utilizzo come conservante. Inoltre sembra, unito al Timo, dare buoni risultati per la cura delle infezioni vaginali.

Altri studi dimostrano avere ottimi effetti nel regolare la pressione sanguigna.

È inoltre un buon antiossidante e ansiolitico (soprattutto grazie alla presenza del linalolo), motivo per cui l’abbiamo citato nel nostro articolo “I 10 oli essenziali perfetti per ridurre l’ansia”. Ma anche neuroprotettore, al punto che si sta valutando di usarlo in combinazione con i trattamenti classici contro l’alzheimer.

Sembra anche che aiuti il corpo a smaltire scorie e metalli pensanti, grazie al suo potere chelante.

Va ricordato che, date le proprietà descritte, è sconsigliato l’uso in grandi quantità nel caso in cui si assumano farmaci psicotropi o neurostimolanti. Altresì, da momento che ha un azione stimolante su fegato e reni, va evitato in caso di calcoli o problematiche ad essi legate. Infine, qual ora si assumano farmaci che agiscono sul transito intestinale, va usato con parsimonia.

Un’ultima raccomandazione è verso le donne in gravidanza, per le quali è sconsigliato perché altera il sapore del latte materno.

 

USI IN CUCINA

Nonostante nella cucina italiana l’uso di questa pianta si sia un po’ perso, è una spezia estremamente versatile. La mitologia del Coriandolo ce lo dimostra, le sue proprietà e i suoi usi nelle varie tradizioni ci invogliano a provarlo.

In Italia si usa prevalentemente per insaporire alcuni salumi o alcolici e nel Panpepato, che affonda le sue radici nel medioevo.

Si possono usare, a seconda dei gusti, tutte le parti della pianta: semi, foglie e radice.

I semi sono generalmente più diffusi e utilizzati, hanno un sapore più tenue e leggermente agrumato. Si usano per insaporire zuppe e verdure, ma li troviamo ad esempio anche nei Falafel. Per enfatizzare il sapore, si consiglia sempre di tostarli prima dell’uso. Noi lo facciamo a seconda del gusto che vogliamo dare alla ricetta. In ogni caso vi consigliamo di tritarli con mortaio e pestello.

Noi preferiamo sempre i semi, rigorosamente da coltivazione biologica. In commercio potete trovare anche la polvere, ma le sostanze aromatiche sono molto volatili, quindi rischierebbe di perdere sapore molto velocemente.10 olii essenziali ansia coriandolo

Le foglie sono ampiamente usate soprattutto nella cucina asiatica e del centro/sud America. Hanno un sapore che ricorda quello del prezzemolo, ma più intenso. Ve le consigliamo fresche tritate in insalate e zuppe o nei piatti di legumi e verdure. Oppure potete usarle anche per un ottimo infuso per depurarvi dai metalli pesanti o contro il mal di testa, la nausea e la dissenteria.

Le radici, difficili da trovare, a meno di non coltivarlo in casa, sono alla base di una salsa thailandese usata per insaporire numerosi piatti. Vi basterà tritarle assieme ad un po’ di zenzero, curcuma e lemongrass per ottenere una salsa perfetta per i vostri soffritti.

 

CURIOSITÀ SUL CORIANDOLO

Il nome Coriandolo sembra derivare dal greco Korios, ossia cimice. Gli antichi greci notarono infatti che per alcune persone il coriandolo aveva un odore particolarmente sgradevole e repellente. Oggi la scienza ha dimostrato che alcune persone presentano una variazione genetica che influisce sulla percezione di alcune sostanze presenti nel coriandolo (1;2).

 

LA NOSTRA RICETTA

Come promesso, vi lasciamo una ricetta che abbiamo scoperto durante le nostre ricerche, tratta dal libro “Orishas, Goddesses and Voodoo Queens – The Divine Feminin in the African Religious Traditions” di Lilith Dorsey.

Questa ricetta è dedicata proprio alla dea Oshùn e contiene, oltre al coriandolo, altri due elementi che la rappresentano, il mango e l’arancia.

Crema d’amore al mango di Oshùn

Ingredienti

2 mango maturi, pelati e tagliati

1 peperone maturo tagliato

6 pomodori datterini maturi tagliati

1 cipolla rossa tritata

2 denti di aglio tritati

3 cucchiai di succo d’arancia

30g di foglie di coriandolo fresco tritate

30g di foglie di prezzemolo fresco tritate

Sale qb

Un pizzico di cannella

Peperoncino a gusto

La ricetta originale vorrebbe che tutte le componenti fossero tagliate in piccoli pezzettini a mano o tritati in modo da mantenere le consistenze dei singoli ingredienti (e perché Oshùn di certo non aveva il frullatore). Una volta tagliato e tritato tutti gli ingredienti, vanno mescolati in una terrina rigorosamente in senso orario. Lasciate riposare in frigo per almeno due ore e servite per accompagnare i vostri piatti preferiti.

Qual ora non vi interessasse rispettare i dettami magici e i rituali nella preparazione, o preferiste ottenere una salsa omogenea, potete anche usare un frullatore. Il sapore non subirà particolari alterazioni, non garantiamo per l’umore di Oshùn.

Una visione che sgorga da approfondimenti e corsi nell’ambito del benessere, della trasformazione, della crescita individuale e collettiva. Discipline Olistiche, Psicologia, Psicosomatica, Yoga, Letture e molto altro.

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